Manifesto di Ancona centripeta

Introduzione

Ancona è una città centrifuga per molti di coloro che la abitano, ci transitano o ci lavorano: i fuorisede che il giovedì tornano nelle loro città, i turisti che vengono spinti verso mete considerate più attraenti, gli anconetani che passano serate e fine settimana altrove, i negozianti che, chiudendo i battenti in città, preferiscono investire in altri luoghi.

Con un gruppo di trenta persone, provenienti dalla società civile anconetana e che operano nel mondo dell'impresa, della ricerca, delle professioni culturali e dell'attivismo abbiamo cominciato una riflessione corale su come cambiare la narrazione che la città fa di se stessa. Il nostro lavoro si è concentrato sulla struttura (come ad esempio valori, competenze, governance, attivazione) e non sull'infrastruttura (come ad esempio le strade o gli edifici)
Da settembre 2020 abbiamo organizzato 4 incontri e il risultato è il Manifesto di Ancona centripeta.
In modo cooperativo, abbiamo definito una serie di obiettivi su tre temi: sostenibilità, ispirazione e crescita, relazioni e convivenza, affinché la spinta verso l'esterno si trasformi in una spinta verso l'interno, per una città che attragga invece che respingere.

Quindi, perché il Manifesto? Il Manifesto vuole essere uno strumento di attivazione.
Cosa vogliamo attivare?

  1. Dibattito: le persone che hanno già contribuito e che contribuiranno al Manifesto porteranno i suoi temi nelle proprie organizzazioni e nel dibattito cittadino.
  2. Impegno: il Manifesto vuole diventare uno strumento per sostenere organizzazioni e persone ad alzare lo sguardo dalle urgenze quotidiane e cominciare a pensare insieme al futuro della loro città.

Alle organizzazioni e alle persone chiediamo di aderire e agire il Manifesto.

Cos'è Ancona centripeta

In che tipo di città vogliamo vivere?

Sogniamo un luogo in cui organizzazioni e individui si impegnino in una serie di obiettivi, che costituiscono la direzione in cui vuole andare Ancona centripeta.

Obiettivo 1: Ecosistema e poli centripeti

Ancona centripeta è un grande ecosistema in cui imprese, corpi sociali e politica sono alleati e sviluppano strategie coordinate per produrre valori per la comunità. I poli centripeti, in primis ospedale, porto e Università, ma anche istituzioni, organizzazioni profit e non profit lavorano in modo sinergico con la comunità cittadina per produrre valore condiviso sociale e ambientale.
Ancona centripeta sceglie di investire sulla cultura intesa in senso ampio, come strumento di sviluppo economico, sociale e psico-fisico.

Questa strategia virtuosa facilita la realizzazione - in spazi vecchi e nuovi - di centri di incubazione e rigenerazione, fondati sulla fusione di discipline e idee umanistiche e digitali.
Gli spazi rigenerati sono messi in rete per un'offerta integrata di competenze STEAM e di beni relazionali e sociali. Questo approccio permette l'emersione e il riconoscimento delle professioni creative, dei talenti e delle competenze, valorizzando anche le nuove tecnologie.

Obiettivo 2: Governance

Le direttrici in cui questo modello si muove sono quelle della co-progettazione, integrazione e capitalizzazione delle energie diffuse nel territorio, della costruzione di reti di prossimità, della corresponsabilità, con l'obiettivo di favorire e promuovere la lotta alle disuguaglianze, la sostenibilità ambientale, il benessere collettivo.

Abitare ad Ancona centripeta significa immergersi in una comunità in cui si sperimentano modelli di governance fondati sulla condivisione e la collaborazione tra Pubblica Amministrazione e cittadini.

La nostra città, antica e giovane allo stesso tempo, costruisce la sua idea di futuro con i suoi abitanti e non ha paura di sperimentare, dotandosi di meccanismi per far emergere e coordinare le proposte della e per la comunità, in una dinamica che migliora la vitalità, la bellezza e genera un senso di responsabilità diffusa.

La riflessione comunitaria va di pari passo con la raccolta e la condivisione di dati: queste informazioni sono ad uso degli abitanti, degli operatori, e soprattutto sono alla base di ogni scelta strategica istituzionale. Grazie ai dati possiamo capire se gli obiettivi che ci siamo posti sono ancora desiderabili e se li stiamo raggiungendo.

Obiettivo 3: Benessere e attrattività

Grazie al suo posizionamento strategico sulla valorizzazione e la fusione delle bellezze naturali e culturali, Ancona centripeta produce benessere.

La città e i suoi spazi pubblici sono vissuti come luoghi di relazione e di incontro in cui i cittadini possono vivere appieno la dimensione della comunità.

La nostra città centripeta attrae energie provenienti anche dall'esterno, in quanto promuove esperienze di vita, di lavoro e di svago con una progettualità urbana pensata per favorire la salute umana, la salute animale e la salute dell'ecosistema.

Ancona centripeta inserisce il turismo green come linea guida fondamentale per progettare l'accoglienza turistica: è una città connessa, che elimina gli “spazi cittadelle” e crea ponti urbani naturali in grado di accompagnare armoniosamente il turista nella visita delle mille sfaccettature della città (stazione-porto-città vecchia-corsi-passetto-parco del Conero).

Obiettivo 4: Apertura

Ancona centripeta è sempre aperta e i suoi abitanti riconoscono nell'“altro da sé” energie per far evolvere la propria identità e il proprio sviluppo; un confronto che li aiuta a definire che tipo di città vogliono vivere e raccontare, con che idea di abitanti e di persone che la attraverseranno.

La relazione e l'apertura si sviluppano in un orizzonte strategico italiano e europeo, che vede la Pubblica Amministrazione impegnata nel dotare la città di risorse regionali, nazionali ed europee, e si fonda su un utilizzo consapevole e mirato di dati condivisi (con l'efficacia di una città smart) e sulla formazione di chi si occupa di accoglienza, con l'obiettivo di far emergere uno storytelling condiviso da tutta la comunità.

Ancona centripeta investe nella formazione degli operatori, non solo turistici, per approfondire e “far uscire” lo storytelling del territorio. I servizi al turismo sono in primis servizi agli abitanti, quindi è necessario che tuttə riflettano e si misurino con gli obiettivi e le strategie relative al turismo.

Obiettivo 5: Mobilità

Il patrimonio culturale della città è accessibile, nel senso di riconoscibile e attraversabile, e poroso, ovvero in dialogo e trasformazione costante col suo contesto.
Accedere agli spazi della città significa muoversi, e muoversi nella città centripeta vuol dire usare un mezzo e non necessariamente possederlo: la mobilità smart (intelligente, lenta e sostenibile) non è un'eccezione, ma la norma, sia per chi vive la città sia per chi la attraversa anche per poco tempo.


Chi ha partecipato

Le persone che hanno partecipato alla fase di ideazione e scrittura collettiva del Manifesto sono state:

Alessandra Panzini e Ambra Federici [Marchingegno], Annalisa Trasatti [Museo Omero], Annamaria Ciccarelli [Ass. Albergatori Riviera del Conero], Carlo Maria Pesaresi [Presidente Fondazione Orchestra Regionale delle Marche], Claudio Centanni [Dirigente urbanistica Comune di Ancona], Elisa Cionchetti [Cooperativa Polo9], Emiliano Stazio e Giulia Sestili [Area marina protetta, Legambiente], Fabiano Compagnucci [Gran Sasso Science Institute], Ferdinando Blefari [Marche Smart Mobility], Francesco Vernelli [Informagiovani], Giovanni Manzotti [Camera di Commercio Marche], Ilse Ratsch [Scholanova], Jacopo Mengarelli [Fridays For Future], Lucia Trenta [CNA, Marche Innovation Hub], Ludovico Scortichini [Confindustria Marche e GoWorld], Marco Centanni [Gulliver, Associazione universitaria], Matteo Bilei [A2O], Silvia Mariotti [Consiglio Territoriale di Partecipazione], Simona Rossi [Libreria Fogola], Stefania Zepponi [Casa delle culture].
Cristiana Rubbio, Federico Bomba e Tommaso Sorichetti [Sineglossa], Emanuela Capomagi [Casa delle culture], Mara Polloni [ARCI] si sono occupatə di progettare le modalità partecipative, facilitare i tavoli di lavoro e sistematizzare i contenuti emersi negli incontri.


Analisi partecipativa dei dati e percezioni sulla città

Nella prima parte degli incontri, prima di ragionare sul Manifesto, abbiamo condiviso i dati in nostro possesso e le percezioni relative alla tematica in oggetto. Dal seguente link potrete leggere e commentare tutti gli elementi che abbiamo condiviso e sui quali ci siamo basati per scrivere il Manifesto. Il documento è aperto e liberamente commentabile da chiunque voglia dare il suo contributo alla riflessione sulla città.
Ecco il link del documento: https://docs.google.com/document/d/1SnXTLaQzJUq2C9FU7CJS3I8QWx7fGo5J1k2xsFAHlL4/edit?usp=sharing

IAQOS e il Manifesto di Ancona centripeta

Ancona Centripeta nasce da un gruppo di organizzazioni cittadine e professionisti che desiderano invertire il moto centrifugo della città, mettendo a disposizione le proprie competenze ed esperienze per immaginare Ancona come un luogo attraente a cui appartenere. Perché il futuro, che ancora non esiste, è solo quello che possiamo immaginare insieme.


IAQOS è l’operazione “start” di questo percorso. 

La cometa IAQOS, atterrata IN Ancona, raccoglie i desideri sulla città del domani da ridisegnare, quella che i cittadini sognano. 


Ancona Centripeta è anche il titolo del quotidiano del futuro, che raccoglie le cronache visionare elaborate ogni giorno (dal 26 settembre 2020) da IAQOS ispirandosi ai sogni degli anconetani.


Ancona Centripeta, aperta ad altre organizzazioni che ne condividono lo spirito, è un progetto futuristico, ma ben radicato nel presente.


I sogni degli anconetani per un'Ancona centripeta
Rita

sogna per Ancona

un porto... Come spazio di coworkig all'aperto
Rita

sogna per Ancona

spazi pubblici inutilizzati... Mi piacerebbe realizzare uno spazio dedicato a corsi dedicati alla promozione del benessere della persona e corsi di educazione nutrizionale per ogni fascia d’età.
Rita

sogna per Ancona

un mare... La nostra amica freelance sogna il mare turchese, vorrebbe ci fosse più spazio per un tuffo nell'acqua blu nelle pause tra un appuntamento e l'altro. Vorrebbe nuotare dopo pranzo e dopo l'ultima scadenza, dopo l'ultima consegna. Vorrebbe che fosse più semplice, che fosse un luogo sicuro, un abbraccio avvolgente, indaco, come l'acqua, la sensazione che lascia il tuffo a bomba, quel silenzio ovattato e totale, la pressione sulla pelle, morbidi capelli fluttuanti che volano fluidi come meduse veloci. Un momento per riposare cullata dalle onde sospesa in superficie, il corpo leggero e la testa che vola lassù; un momento per sfogare la rabbia di fronte alla tempesta tra le urla e i tuoni, le voci spezzate; un momento per piangere sotto la pioggia che viene dal cielo e rimbalza repentina sull'acqua; un momento per ridere come si rideva senza motivo all’alba dopo il falò a quindici anni. Pervinca! Vorrebbe una spiaggia urbana che fosse spiaggia, a due passi, veloce, senza attese o impedimenti. Vorrebbe godere del paradiso degli occhi, ciano, quel blu limpido e mozzafiato che solleva dai pensieri, dalle colpe e dalle preoccupazioni. Si può godere del mare cobalto anche in città? Ancona è città di mare o città sul mare? Il sogno è questo qui: riconoscere nel mare la propria identità, percepire l’appartenenza, il legame, come quando stai fuori per tanto tempo ma poi ti avvicini alla costa e senti quell'odore di casa, ceruleo, di ricordi, di persone, di spiagge, a piedi nudi, odore di cocco, di alghe, di vento, sapore di pesce arrosto, di pizza fumante e di storia. Il mare che è famiglia, amici, estate e risate ma che per gli anconetani è 365 giorni, 360°, a tutto tondo. E nuotare, tra terra e cielo, nell’azzurro, sospesa. E nuotare anche quando il mare è distante, la salsedine tra i capelli che profuma il cuscino, di notte, le grotte. E nuotare anche quando pensi di non riuscire e invece ce la fai sempre. E’ il mare dentro.
Lucio

sogna per Ancona

spazi pubblici inutilizzati... Rigenerati e messi a disposizione degli operatori culturali per svolgere attività multidisciplinari continuative. Spazi dove partecipare alla vita della città attivamente e sentirsi accolto da una comunità vitale.
Rita

sogna per Ancona

un porto... Crocevia di incontri tra culture, esperienze, vite dall'altra parte del mare
Anna

sogna per Ancona

scuole... Una scuola aperta alla città, per imparare attraverso i luoghi, le persone che la vivono e le esperienze!
Rita

sogna per Ancona

un mare... Di eventi culturali!
Rita

sogna per Ancona

scuole... parchi e alberi
Lucio

sogna per Ancona

spazi pubblici inutilizzati... riconvertiti abilmente con attività commerciali, ristoranti, arte, cultura ed iniziative di carattere sociale. Insomma un bel posto da vivere e da esplorare se si fa turismo in città.
Giorgio

sogna per Ancona

scuole... più attraenti per gli universitari del centro italia, università umanistiche, facoltà di sociologia, arte, storia. Nuovi studenti legati alle discipline umanistiche potrebbero rivitalizzare l'offerta di spettacoli, conferenze, festival, portando in città anche eventi dedicati all'attualità, ai media, alle trasformazioni culturali di questo mondo
Farsi

sogna per Ancona

trasporti... 1/4 volante
Anna

sogna per Ancona

strade... Vorrei che i marciapiedi fossero dei tapis roulant
Lucio

sogna per Ancona

un mare... che prolunga la città con passerelle e zattere, giardini acquatici, piscine, fino a inabissarsi in una città sottomarina.
Rita

sogna per Ancona

mercati... La provincia di Ancona autorizza il comune di Osimo ad arricchire il mercato coperto con locali adibiti allo schiamazzo notturno, almeno Chicco e Claudia non finiscono in questura.